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Biodiversità e lo spirito della valle a Piscine (Trentino)

Lo scorso sabato, il 20 maggio 2017, uno dei fondatori della campagna MahlZeit, Arno Teutsch, giornalista, contadino e sociologo, era presente durante una riflessione sulla biodiversità organizzato all’interno di un ciclo di eventi a cura delle Associazioni Terre Erte, Valbiocembra e Biodiversità rurale di Capriana. L’incontro si è tenuto nella bellissima località di Montealto, frazione di Piscine nella Val di Cembra, in Trentino. Immersi nella natura, tra foresta, orti ed solo poche case, con un panorama mozzafiato della Valle alle spalle, circa una cinquantina di persone ha ascoltato le parole di Arno Teutsch sulla tematica della biodiversità e più tardi quelle di Andrea Tondini che ha portato la sua esperienza in un progetto attivato in Sud America sul tema della sovranità alimentare.

Rispetto alla tematica della biodiversità (si celebra la giornata internazionale proprio il 22 maggio ogni anno) Arno Teutsch ricorda che giorno per giorno perdiamo molte specie di piante ed animali. Una certa perdita c’è sempre stata ed era naturale. Alcune specie morivano ed altre nascevano. Ma l’uomo ha accelerato di molto il passo di questo processo. Di chi è la responsabilità, ci si chiede? Delle multinazionali come Monsanto o Bayer? Arno Teutsch ricorda che le decisioni di quelle multinazionali hanno l’origine nei milioni di azionisti, persone che hanno un interesse che queste imprese abbiano successo. La difficoltà stà dunque nelle nostre teste e nel nostro stile di vita, nel fatto che diamo priorità al profitto. Ma forse è anche colpa del consumatore? Certo che la scelta del consumatore può smuovere tante acque, ma questo è soltanto un lato della medaglia. D’altro canto il consumatore può scegliere soltanto tra le proposto che gli vengono offerte ed i supermercati e la pubblicità propongono un programma di consumo unilaterale. Per la filiera locale ed i prodotti alimentari, frutto della cura dei piccoli produttori, ci sono ancora pochissimi spazi in confronto ai fondi stanziati per la produzione di alimenti a larga scala. Il problema è dunque presubilmente un fattore culturale. Forse dobbiamo cominciare con la propria percezione delle cose. Se nel caos odierno ci prendiamo il tempo di mettere cura nelle cose, riusciamo a cambiare non solo noi stessi e migliorare il nostro benessere, ma finiamo per cambiare il mondo intorno a noi. Il futuro sta nel valorizzare ciò che abbiamo, il nostro territorio, proteggere e curare la varietà in tutti gli aspetti della nostra vita. Spazi per la creatività ce ne sono, tanti.

Andrea Tondini invece racconta della sua esperienza vissuta nel 2008 nella Provincia di Esmeraldas lungo la costiera in Equador. Insieme alla Fondaciòn Defence Ecologica, Andrea si occupava di un progetto per la sovranità alimentare in loco, nella zona in cui era inviato ad agire nell’industria dei Gamberi che aveva distrutto l’intero ecosistema in loco e tagliato 97% della foresta costiera. La monocultura ha costretto le persone ad abbondonare la varietà e il sapere degli orti, della nutrizione sana e della produzione per l’autoconsumo sono andati persi. Ecco dove entrava in azione il progetto a cui aveva collaborato Andrea Tondini. Si insegnava alla gente locale la coltivazione degli orti e l’allevamento di polli e galline. Si costruiva un centro comunitario per la trasformazione delle marmellate e si promuoveva la filiera corta. Una volta tornato, racconta Andrea Tondini, si è accorto che nella cultura occidentale e frenetica di vedere le cose ci perdiamo l’essenziale della vita. In realtà le persone in Equador, non essendo abbienti, avevano in realtà più di noi dalla vita. Oggi Andrea Tondini gestisce un’azienda ovicola ed agricola biologica.

Durante la giornata gli organizzatori avevano allestito una mostra con più di 20 varietà di piante di pomodoro e almeno altrettante varietà di mais ed altre piante poco conosciute. C’era poi buona musica e un banchetto allestito dalla Pensione di Turismo Rurale Maria ed i prodotti dell’Azienda Agricola Biologica Mirtilla di Segonzano (TN).


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